Hantavirus: dalla nave-focolaio ai casi sospetti in Italia, cosa sta succedendo davvero

Hantavirus: dalla nave-focolaio ai casi sospetti in Italia, la situazione attuale

Quaranta giorni di navigazione nell’Atlantico, tre morti a bordo e decine di passeggeri rimpatriati da Tenerife. Mentre la MV Hondius è diretta verso Rotterdam per la bonifica, l’Italia tira un sospiro di sollievo: tutti i test sui casi sospetti sono risultati negativi. Ma gli esperti invitano alla prudenza.

Il ricordo del Covid è ancora troppo fresco. E quando in Italia hanno iniziato a circolare voci di possibili casi di Hantavirus legati alla nave MV Hondius, la tensione è salita rapidamente. Fortunatamente, almeno per il momento, le notizie che arrivano dal nostro Paese sono rassicuranti: tutti i test effettuati sui casi sospetti hanno dato esito negativo, come riportato da Quotidiano.net e dal live blog di Sky TG24.

Il primo a essere messo in isolamento fiduciario è stato un cittadino sudafricano a Padova. Quest’uomo era uno dei quattro passeggeri che il 24 aprile si trovavano su un volo che ha fatto scalo a Roma, lo stesso su cui era salita per pochi minuti a Johannesburg una donna che poi è stata ricoverata e deceduta per Hantavirus. Come ha confermato Maria Rosaria Campitiello, direttrice del Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Salute, il test è risultato negativo, anche se l’uomo resterà ancora qualche giorno in quarantena per precauzione, secondo quanto riferito da Quotidiano.net.

Negativi anche i test su una turista argentina ricoverata a Messina per una polmonite — arrivata in Italia il 30 aprile con un volo da Buenos Aires — e su un cittadino britannico di circa 60 anni ricoverato al Sacco di Milano insieme al suo accompagnatore. L’uomo era considerato un “contatto” a rischio perché aveva viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile, dove si trovava anche la moglie della prima vittima del virus. Ultimo ma non meno importante: è risultato negativo anche il test su un marittimo calabrese di 25 anni i cui campioni erano stati inviati allo Spallanzani, come ricostruito da Sky TG24 e Quotidiano.net.

Come è iniziato tutto: la cronaca della MV Hondius

Per capire cosa sta succedendo bisogna tornare indietro di più di un mese. La MV Hondius, una nave da crociera battente bandiera olandese, parte il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina, con destinazione finale Capo Verde. Dopo appena cinque giorni di navigazione, un passeggero olandese di 70 anni inizia a manifestare i primi sintomi: febbre, mal di testa, un po’ di diarrea. Niente di troppo preoccupante, almeno all’inizio.

Ma cinque giorni dopo, il 10 aprile, l’uomo muore. Pochi giorni più tardi, il 26 aprile, anche sua moglie perde la vita. Nel frattempo, il 24 aprile, vengono fatti sbarcare 29 passeggeri. Il 27 aprile un passeggero britannico viene ricoverato in Sudafrica, e il giorno dopo una donna tedesca muore a bordo. La ricostruzione cronologica dei fatti compare nel bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e negli approfondimenti de Il Post.

La conferma che si tratta di Hantavirus arriva solo il 2 maggio, quando l’OMS riceve la notifica ufficiale dal Regno Unito. Ma a quel punto decine di passeggeri avevano già lasciato la nave e si erano dispersi per il mondo, volando verso casa attraverso aeroporti internazionali.

Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato il 13 maggio, i casi totali legati alla nave sono saliti a 11: otto confermati, uno inconclusivo e due probabili. Tra questi, tre decessi. Il virus identificato è l’Hantavirus delle Ande (ANDV), un ceppo particolarmente insidioso perché, a differenza degli altri hantavirus, è l’unico noto per la sua capacità di trasmettersi da persona a persona in caso di contatti stretti e prolungati. Su questo punto insiste anche la scheda dell’Istituto Superiore di Sanità.

Lo sbarco a Tenerife e i rimpatri complicati

Lo scorso 10 maggio, dopo oltre 40 giorni in mare, la MV Hondius è finalmente arrivata al largo di Tenerife. Ma non è stato uno sbarco semplice. Il governo delle Canarie ha tenuto la nave in rada per ore, e alla fine i passeggeri sono scesi a bordo di gommoni Zodiac scortati dalla Guardia Civile, senza mai far attraccare la nave in banchina.

Come ha raccontato ANSA, i passeggeri sono scesi “uno dopo l’altro, in silenzio, con le mascherine e pochi effetti personali nelle buste di plastica”. Alcuni salutavano con la mano, sollevati di tornare finalmente a casa, anche se destinati all’isolamento. In tutto sono state evacuate 140 persone di 23 nazionalità diverse in appena 36 ore, un’operazione logistica complessa gestita dalla Spagna.

La nave è poi ripartita lunedì sera verso Rotterdam con 28 membri dell’equipaggio e il corpo di una delle vittime, la donna tedesca, conservato nelle celle frigorifere. Come riportato da Sky TG24, la compagnia Oceanwide Expeditions ha confermato che a bordo ci sono anche due medici che monitorano le condizioni dell’equipaggio, tutti al momento asintomatici. L’arrivo nei Paesi Bassi è previsto tra il 17 e il 18 maggio, dove la nave verrà bonificata.

Francia e Stati Uniti: i casi più preoccupanti

Il caso che desta maggiore preoccupazione in questo momento è quello di una donna francese evacuata domenica 11 maggio insieme ad altri quattro connazionali. Durante il volo da Tenerife a Parigi ha iniziato ad accusare sintomi respiratori, e le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. Come riportato da Sky TG24 e ricostruito anche da Il Post, la paziente è ora ricoverata in terapia intensiva in un ospedale specializzato e respira con l’aiuto di un macchinario. Gli altri quattro francesi sono risultati negativi ma restano in isolamento all’ospedale Bichat.

Negli Stati Uniti l’approccio è stato diverso. Dei 17 cittadini americani rimpatriati dalla Hondius, nessuno è stato posto in quarantena obbligatoria, anche se uno presenta sintomi e un altro ha avuto un risultato “inconclusivo” ai test. Tutti sono comunque monitorati in un centro specializzato in Nebraska, secondo quanto riferito dall’OMS e da Il Post.

Cosa dicono gli esperti

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha cercato di rassicurare tutti. Intervenendo da Tenerife, ha dichiarato che il rischio di contagio del virus “resta basso” e ha indicato come “segnale positivo” il fatto che l’ultimo caso confermato sia stato registrato il 2 maggio, come si legge nel documento dell’OMS.

Anche il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie valuta il rischio per la popolazione europea come “molto basso”. Come riportato da Quotidiano.net, l’ECDC sottolinea che “il virus non si trasmette facilmente” e che difficilmente potrebbe causare un’epidemia diffusa, soprattutto se vengono rispettate le misure di prevenzione. Un elemento rassicurante è che il roditore che funge da serbatoio naturale dell’Hantavirus delle Ande non è presente in Europa.

Tuttavia, come ha ricordato il Ministero della Salute in una circolare dell’11 maggio, “è opportuno mantenere un approccio di massima cautela”. Il piano prevede quarantena fiduciaria di 42 giorni per i contatti ad alto rischio e sorveglianza attiva per tutti gli altri.

L’ex direttore della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Vaia, intervistato dall’agenzia AGI, ha voluto stemperare l’ansia: “Non c’è nessuna pandemia in corso, abbiamo solo bisogno di prevenzione e attenzione. E questo dovrebbe valere sempre”.

Resta il fatto che i virologi invitano a non ripetere gli errori del passato. La situazione è ancora in fase iniziale, e diversi casi sospetti sono sotto osservazione in Europa. Come hanno sottolineato gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, la prevenzione si basa soprattutto sulla riduzione del contatto con roditori e ambienti potenzialmente contaminati.

Per ora l’Italia può tirare un sospiro di sollievo. Ma la prudenza, come ci ha insegnato la pandemia, non è mai troppa.

Autore

  • Mi chiamo Marco Belandi e da anni seguo con passione il mondo delle serie TV, delle soap e della televisione italiana. Ogni giorno mi occupo di anticipazioni, trame e sviluppi narrativi dei titoli più amati dal pubblico, con un occhio particolare per le fiction Rai, le produzioni Mediaset e tutte quelle storie che entrano stabilmente nelle abitudini dei telespettatori.

    Su BlogSide scrivo per aiutare i lettori a capire in modo chiaro e immediato cosa succederà nelle prossime puntate delle loro serie preferite. Cerco sempre di unire aggiornamento, semplicità e attenzione narrativa, perché credo che anche un contenuto di intrattenimento debba essere curato, leggibile e davvero utile per chi lo legge.

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